Formare i lavoratori sulla sicurezza non è una cortesia verso i dipendenti, ma un obbligo di legge che pesa sul datore di lavoro e che, se ben gestito, è anche uno dei più efficaci strumenti di prevenzione. Un lavoratore che conosce i rischi della propria mansione e sa cosa fare in caso di emergenza riduce la probabilità di infortuni e rende più solide tutte le altre misure di sicurezza.
Il quadro normativo in sintesi
L’articolo 37 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che tutti i lavoratori devono essere formati in materia di salute e sicurezza. Durata, contenuti minimi e modalità della formazione sono definiti dall’Accordo del 21 dicembre 2011 tra Stato, Regioni e Province autonome. La formazione è distinta dall’informazione e dall’addestramento: l’informazione comunica rischi e misure, la formazione trasferisce competenze, l’addestramento insegna a usare in pratica attrezzature, dispositivi e procedure.
I principali tipi di corso
Formazione generale
È il primo modulo e riguarda i concetti di base: rischio, danno, prevenzione, diritti e doveri dei lavoratori, organizzazione della sicurezza in azienda. È comune a tutte le mansioni.
Formazione specifica
Completa la formazione generale con i rischi riferiti alla mansione e al settore. Si articola in livelli diversi per rischio basso, medio e alto, in funzione dell’attività svolta. Nel caso di un condominio, ad esempio, riguarda i rischi ai quali è esposto il lavoratore del condominio, come un portiere o un addetto alle pulizie.
Addetti antincendio e primo soccorso
Sono le squadre di emergenza: persone designate e formate per intervenire in caso di principio di incendio o malore. I contenuti e la durata dipendono dal livello di rischio dell’attività.
Manovra di emergenza su ascensori e montacarichi
Un corso specifico, molto utile per il personale di custodia e sorveglianza dei condomini, insegna a effettuare la manovra di emergenza (la cosiddetta manovra a mano) su ascensori e montacarichi di diversa tipologia: elettrici a fune, oleodinamici e MRL. È un’abilità che può fare la differenza quando qualcuno rimane bloccato in cabina.
La formazione non si esaurisce con il primo corso: va aggiornata periodicamente, e ripetuta o integrata quando cambiano mansioni, attrezzature o rischi. Tenere un registro delle scadenze evita sorprese.
Come organizzare la formazione in azienda
- Partire dal DVR: sono i rischi valutati a dire quali corsi servono e per chi.
- Mappare i lavoratori e le mansioni e verificare quali attestati sono già in corso di validità.
- Pianificare un calendario che minimizzi l’impatto sull’attività.
- Scegliere modalità adatte: aula, videoconferenza o e-learning quando consentito per quel tipo di corso, con prove di verifica dell’apprendimento.
- Conservare gli attestati e programmare gli aggiornamenti.
L’RSPP ha tra i suoi compiti quello di proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori: un motivo in più per coinvolgerlo fin dall’inizio.
La formazione finanziata
Molte imprese ignorano che la formazione obbligatoria può essere finanziata, in parte o del tutto, attraverso i fondi interprofessionali, ai quali le aziende aderiscono con una quota dei contributi versati per i dipendenti. Un ente formativo o un consulente può affiancare l’azienda nell’iscrizione al fondo e nella presentazione dei piani formativi, in modo che i corsi siano finanziati gratuitamente. Prima di programmare le attività conviene verificare a quale fondo si aderisce e quali condizioni prevede, perché le regole variano da un fondo all’altro.
Condominio e formazione: un caso a parte
Il condominio non è equiparato a un’azienda in quanto tale, ma lo diventa, ai fini della sicurezza sul lavoro, quando impiega personale. In questo caso l’amministratore assume la veste di datore di lavoro e deve garantire la formazione ai lavoratori, ad esempio al portiere. Per la formazione e l’informazione dei condomini sull’emergenza antincendio esistono invece percorsi dedicati nell’ambito della gestione della sicurezza antincendio dell’edificio, che comprendono manuali e video-corsi.
Gli errori più comuni
- Considerare la formazione un adempimento “cartaceo”, concentrato sul rilascio dell’attestato.
- Non verificare le scadenze degli aggiornamenti.
- Offrire corsi generici non collegati ai rischi reali della mansione.
- Dimenticare le squadre di emergenza (antincendio e primo soccorso).
- Non sapere di poter accedere a un finanziamento per i corsi obbligatori.
In sintesi
La formazione sulla sicurezza è un investimento che si ripaga: riduce gli incidenti, mette l’azienda al riparo da contestazioni e può, in molti casi, essere finanziata. Se vuoi costruire un piano formativo su misura, consulta la scheda dei corsi di formazione per i dipendenti oppure contattaci: ti aiuteremo a capire quali corsi servono e come organizzarli.
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